Le iscrizioni latine sui muri di Pompei

Programmi elettorali

Di particolare interesse sono i programmi elettorali che venivano dipinti a grandi lettere rosse e nere direttamente sulle pareti esterne delle case, delle botteghe e degli edifici pubblici ad opera di scriptores specializzati in questa attività. Essi operavano di notte coadiuvati da un lanternarius che faceva loro luce.
I committenti di queste iscrizioni erano corporazioni di mestiere, quartieri o anche privati cittadini. Lo scopo era naturalmente quello di sostenere un candidato alle cariche politiche municipali, che si rinnovavano annualmente nel mese di Marzo.
Il messaggio elettorale era di norma molto semplice e diretto, con il nome del candidato e la preghiera di votarlo per una certa carica, spesso accompagnata dalle lodi della sua onestà e delle sue virtù o da promesse di buona amministrazione. Nonostante le donne fossero escluse dal voto, ne ritroviamo alcune come sostenitrici di un certo candidato, generalmente ostesse e titolari di botteghe.

La documentazione trovata a Pompei è eccezionale perché risale ad un periodo in cui erano ancora molto accese le lotte politiche. Annualmente a marzo si rinnovavano le cariche e ogni volta era un rifiorire di scritte sui muri. Qui si raccomanda di eleggere come edile Gneo Elvio Sabino (a sinistra). Sul muro del termopolio di Asellina c'è l'invito a eleggere C. Gavo Rufo e M. Olconio Prisco come amministratori della giustizia (a destra).

 

 

Osterie

Alcuni aspetti della vita quotidiana di Pompei. Due beoni avventori di un'osteria giocano al tocco: "ho vinto io!" "No, non è tre, è due!"

Un po' sgrammaticato questo menu (tabula lusoria) di un'osteria pompeiana che offre per cena pollo, pesci, prosciutto di coscia, pavone, cacciagione.

 

Questa pittura parietale pompeiana raffigura la conversazione tra due commensali: "Io sto proprio bene qui", dice l'uno. "E' proprio così!", risponde l'altro.

 

 

Negozi

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sciabolata 3 mele