Il giornale come Acta Diurna Populi

Circolavano anche, in foglietti volanti, copie degli Acta diurna populi, una pubblicazione ufficiale che notificava gli atti pubblici più importanti (sentoconsulti, editti di magistrati, in seguito costituzioni imperiali), oltre, pare, a notizie di carattere mondano, cronaca cittadina nel senso specifico della parola. Gli organi venivano conservati negli archivi pubblici e furono una preziosa fonte di informazione per gli stoici posteriori. Il lettore, però, si guarderà bene dal credere che il giornale avesse in Roma la diffusione, la varietà di contenuto e, per conseguenza, l’importanza di oggi.

Vi era una forma embrionale e modestissima di giornale: non c’erano né giornalisti né giornalismo. Il particolare carattere che la stampa quotidiana dà alla nostra civiltà, in Roma mancava assolutamente, sebbene fin da allora, come lascia sospettare un corrispondente di Cicerone, nel giornale fossero accolte anche le voci che andavano in giro (fabulae, rumores). Ma quando mai l’uomo non è stato pettegolo? Le copie degli Acta diurna circolavano per Roma e venivano spedite nelle province portandovi un soffio di vita della capitale. Erano però dei parchi informatori; con un’occhiata il lettore era subito messo al corrente.

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