L'alfabeto

L'alfabeto fonetico è un'invenzione fenicia avvenuta verso la fine del II millennio a.C. Essa presuppone una raffinata capacità di riflessione sul linguaggio umano: la capacità di scomporre il parlato nei suoi costituenti minimi (i fonemi), per associare poi ad ogni fonema un segno grafico; un fonema non ha in sè alcun significato, ma ha la funzione di distinguere il significato.

In questo modo l'alfabeto fenicio si differenzia da quelli delle grandi civiltà antiche (Egizi, Assiri, Babilonesi, ecc.), che utilizzavano sistemi di tipo pittografico (geroglifici e caratteri cuneiformi) in cui ogni segno grafico corrispondeva ad un oggetto. Ciò comportava naturalmente un numero elevatissimo di segni grafici: pertanto l'alfabeto fenicio, riducendo il tutto a una ventina di segni, risultò infinitamente più pratico e ebbe un successo immediato e una rapidissima diffusione, dapprima in Grecia e poi in tutto il Mediterraneo.

L'alfabeto greco giunse a Roma assai presto, già nell'VIII secolo a.C.: attraverso la mediazione etrusca i Latini accolsero l'alfabeto della città campana di Cuma (colonia calcidese) e adattarono i segni alle parole della propria lingua.

Il processo di alfabetizzazione, come tutte le grandi trasformazioni intellettuali, fu dapprincipio molto lento, e nei primi tempi la cultura continuò a basarsi quasi esclusivamente sull'oralità. Dunque la scrittura era già presente nella Roma arcaica, ma limitata ad usi pratici, non letterari; ma il processo di evoluzione culturale era già avviato e presto ci rese conto degli incredibili vantaggi della scrittura: in primo luogo la possibilità di accumulare e conservare informazioni per un tempo indeterminato, superando così i limiti della memoria umana e della trasmissione orale (verba volant, scripta manent). Non è inoltre da trascurare il cambiamento fondamentale nella composizione di testi: diventava possibile rivederli, correggerli e limarli, ma soprattutto la loro diffusione aumentava vertiginosamente, dal momento che un testo scritto poteva essere letto anche in assenza dell'autore.

L'alfabeto latino classico constava di 24 lettere:

A B C D E F G H I K L M N O P Q R S T U V X Y Z. 

Aveva quindi tre lettere in più rispetto a quello italiano: la K, la X e la Y.

 

Spaziatura dei caratteri, segni di punteggiatura e maiuscole

Originariamente i Latini utilizzavano soltanto le maiuscole, non separavano le parole tra loro e non conoscevano segni di interpunzione (scriptio continua).

Oggi invece nella scrittura latina utilizziamo le stesse norme e gli stessi segni di punteggiatura dell'italiano. Tuttavia manteniamo l'uso tipico del latino di scrivere con la maiuscola non soltanto i nomi propri, ma anche gli aggettivi e gli avverbi da essi derivati:

Graecia = la Grecia

Graecus = greco, il greco

Grace = alla maniera greca

EGOGRAECUSSUMINGRAECIAVIVO

 

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